• Federica Granata

SELECTED TALENT: Cerra e Corbani.

Alpha District presenta Chiara Corbani e Valentina Cerra, giovani designer che hanno risposto alla call to action in vista del Fuorisalone 2021.



Donne giovani, intraprendenti e spigliate. Valentina Cerra e Chiara Corbani prenderanno parte ad Alpha District, in occasione del Fuorisalone 2021.

Con una grande passione per le serie tv che le accomuna e caratteri vertiginosamente opposti, sono però in estrema sintonia sul piano lavorativo, tanto da collaborare in occasione di svariati progetti.


Chiara Corbani, 28 anni, definisce il suo modo di lavorare onesto e diretto: non si lascia spaventare da clienti più o meno spavaldi, e dice sempre quello che pensa. Determinata e ambiziosa, non fa trapelare dubbi su quello che è il suo punto di vista, di progetto in progetto.

Dopo il Master in NABA si è aggiudicata il ruolo di docente di un workshop nella stessa accademia, senza però avvertire pienamente il passaggio da studentessa a insegnante: rimane ancora viva la voglia di mettersi dalla parte degli studenti e partecipare con loro ai vari progetti.


Valentina Cerra, classe 1993, ha studiato al Politecnico di Milano laureandosi in Design di Interni. Da sempre legata al mondo del design, lotta per abbattere i pregiudizi rivolti a questo ambito: per lei non è sinonimo di arredamento, ma è uno studio fine e attento degli spazi, attraverso il quale si realizzano ambienti confortevoli e ospitali. Il design è un connubio tra gusto e funzionalità, due caratteristiche che hanno pesi differenti e incidono diversamente sul lavoro di un designer, ma che sono strettamente legate fra loro.



Le giovani artiste sono riuscite a creare una collaborazione vincente con l'idea di soddisfare su più fronti – dal design alle pratiche edili – le esigenze di ogni cliente.

Valentina e Chiara si sono conosciute il primo anno di Politecnico, e da lì non si sono più perse di vista: dopo la laurea, ottengono due borse di studio per partecipare al Master di Interior Design a NABA.


Già conosciute nel 2018 per essersi aggiudicate la vittoria alla Design Marathon per Cisco, Chiara e Valentina hanno vinto in quell’occasione il Premio di Progetto dell'Anno durante la seconda edizione del NABA Design Award, promosso da Nuova Accademia di Belle Arti e ideato da Claudio Larcher, NABA Design Area Leader.

L’idea vincitrice ha preso il nome di “Futuro Semplice” e ha conquistato all’unanimità la giuria di esperti composta da professionisti e giornalisti del mondo del design. “Futuro Semplice” è stata una ricerca project based che ha risposto all'esigenza di ideare “The Job Factory”, una “fabbrica” nel cuore di Milano, in cui le migliori energie urbane – le giovani generazioni, i pionieri dell’innovazione, scuole e imprese – fossero in grado di progettare, sperimentare e insieme realizzare una nuova community.


Entrambe le designer si fanno notare per la loro semplicità e creatività, fulcro e focus di ogni loro lavoro. Tutti i loro progetti guardano a un concept preciso che nasce da scelte progettuali, cromatiche, materiche e comunicative.

Non si limitano a ricoprire le funzioni del design universalmente riconosciute, ma hanno un cuore multi sfaccettato: Chiara e Valentina spaziano dalla mostra “Cose Normali” , che esalta le funzionalità quotidiane e pratiche degli oggetti; a “Casa di un uomo con tre figli” , la cui sfida è stata quella di creare uno spazio domestico con piccoli interventi mirati e poco invasivi; fino ad arrivare a “Orange is the new bed”, pensato per la progettazione di diversi tipi di letto.



Curiosi di conoscere la loro realtà e le loro creazioni, abbiamo incontrato Chiara e Valentina, che ci hanno raccontato il loro modo di vivere il design.


Cos'è il design per voi?

Chiara: credo sia difficile descrivere il design con una parola, non ho – ad oggi – una definizione corretta del concetto. Credo che il design sia un insieme di aggettivi che vanno dalla contrarietà, all'estetica, alla storia, alla genialità dell'oggetto stesso o dello spazio che si va a creare.

Quando si parla di design, credo si parli di un ambito molto eterogeneo e sfaccettato: ci si può riferire ad oggetti ma anche ad ambienti o a format. Per me rappresenta tutto quello che viene pensato o che nasce per caso ma che trova il suo posto nel mondo mostrando la sua funzionalità.


Valentina: mi trovo d'accordo con Chiara. Il design è una sintesi di estetica e funzionalità che riesce a trasmettere anche innovazione; nasce dalla volontà di rendere le cose migliori, di semplificare e perfezionare la vita delle persone.

Il ruolo di un designer è quindi quello di non soffermarsi solo sull'aspetto estetico – perché altrimenti si parlerebbe di altro – ma anche sull'aspetto pratico, come lo studio dell'utilizzo, dei costi e dei materiali.

Nel design non può esistere l'estetica senza la funzionalità e viceversa.


Come avviene il processo creativo?

Chiara: per quanto mi riguarda, attingo spesso alla mia memoria e al mio bagaglio culturale: a libri che ho letto, film che ho visto e mostre che ho visitato, storie che ho appreso o relazioni che ho vissuto. Anche solo chiacchiere con altre persone sono uno stimolo e uno spunto di riflessione.

In realtà non ho un processo preciso e stabilito, prendo spunto da quello che mi accade tutti i giorni e mi faccio ispirare in modo sempre diverso.


Valentina: come dicevo prima, il processo creativo nasce dalla voglia di migliorare l'esistente, nasce da un problema o da un'esigenza specifica che viene indagata e dalla quale scaturisce una ricerca molto ampia. A questa ricerca segue inevitabilmente un'idea e la sua evoluzione, fino ad arrivare alla realizzazione del prodotto finito.


Tra i progetti passati qual è il vostro preferito? Perché?

Chiara: sono legata a tutti i progetti in modo particolare, sono tutti progetti diversi tra loro, ognuno con peculiarità e caratteristiche specifiche. Partono tutti da esigenze puntuali, non sono un puro gioco stilistico ma più soluzioni pensate per andare incontro ai bisogno di chi li richiede. Il nostro lavoro è quello di soddisfare queste esigenze, sempre percorrendo uno studio preciso.

Se dovessi scegliere la mia creazione preferita, forse sarebbe “Una casa per un uomo con tre figli”: è stato il nostro primo progetto di interior design e lo apprezzo particolarmente per i soppalchi innalzati e i singolari soffitti con le volte, che a mio parere rendono l'ambiente davvero unico.


Valentina: chiedere a un designer qual è il suo progetto preferito è come chiedere a una madre quale sia il figlio prediletto. È una scelta ardua, se non impossibile.

Casa per un uomo con tre figli” è il primo progetto che effettivamente ci ha permesso di osare un po' di più, che ci ha permesso di eseguire interventi non tradizionali. Ci ha dato la possibilità di fare qualcosa che si avvicina molto all'architettura, come la cucina fluttuante fatta di sottilissima lamiera gialla.

Un altro progetto a cui sono molto legata è “Casa per una famiglia” perché in questa occasione, per la prima volta, ci siamo scontrati con problematiche reali di una famiglia di quattro persone.

Durante la realizzazione di questo particolare progetto ci sono stati alti e bassi dovuti al fatto che ci siamo trovate faccia a faccia con dinamiche vere e proprie, abbiamo dovuto affrontare situazioni più complesse. Questo, però, ci ha permesso di imparare molto, anche grazie ai clienti con cui abbiamo lavorato.

È stato un'ottima occasione per conoscere, apprendere e migliorarci sempre di più.


Come definite il vostro stile?

Chiara: dal momento che ogni progetto è diverso dagli altri perché – come detto – nasce dalle esigenze del cliente e dai suoi bisogni, non c'è sempre uno stesso stile che accomuna tutti i progetti che realizziamo. Non c'è uno stile specifico che ci rappresenta e che caratterizza i nostri lavori.

È interessante vedere come ogni progetto sia caratterizzato da un concept diametralmente diverso: uno realizzato con oggetti degli anni 90, un altro abbellito di decorazioni cinquecentesche.

Ci piace ricercare nella storia e nel passato, ma mai con lo stesso approccio e mai per creare uno stesso stile.

Credo che la parola giusta per descrivere le nostre creazioni sia “semplicità”. Il nostro concept si può rivelare man mano più complesso, ma è interessante scoprire come alla fine – in realtà – parta dalla semplicità assoluta, come il blocco blu che spicca in mezzo alla stanza nel progetto di “Casa per una famiglia”.

Il mio gusto personale mi porta a ricercare la semplicità assoluta all'interno dei progetti, senza però snaturarli e tenendo sempre presente il concept iniziale.


Valentina: come detto da Chiara, le nostre idee nascono sempre dalla semplicità: inseguiamo concetti chiari, intuibili anche da chi si approccia per la prima volta al progetto. Ricerchiamo l'equilibrio, tratti lineari e omogenei per avere la possibilità di inserire elementi non solo moderni ma anche passati, presenti e creare un connubio fra questi.

Cerchiamo di rendere unico ogni ambiente a seconda della sua storia, delle esigenze di chi ci vivrà e delle caratteristiche del luogo in cui sorge.


Come immaginate il design del futuro?

Chiara: il design del futuro non credo sarà molto diverso da quello che viviamo e conosciamo oggi, per me il design di domani sarà tutto ciò che descrive e caratterizza il design adesso: una relazione ben costruita, uno spazio ben pensato e realizzato.


Valentina: mi piace pensare che il design del futuro smetterà di essere un lusso per pochi, rivolto solo a chi ha deciso di intraprendere la strada in questo ambiente. Mi auguro possa aprirsi ai più ed essere alla portata di tutti. Se pensiamo anche al nostro lavoro di designer e alle tecnologie che utilizziamo oggi, persino questi sembrano andare nella direzione dello sviluppo: gli strumenti che abbiamo a disposizione oggi sono molto più avanzati e diversi rispetto a quelli usati fino a solo dieci anni fa. Quando si disegnava su carta non era facile comunicare al cliente come sarebbe stato il prodotto finale, bisognava insegnargli a leggere le carte, i bozzetti, mentre oggi possediamo tanti modi per comunicare con la massa. Questo mi sembra un buon punto di partenza per rendere il design del futuro più fruibile.


Non ci resta, quindi, che rimanere in attesa del frutto della collaborazione tra Alpha District, Chiara e Valentina, urlando motti all'insegna del Girl Power.


Ph credits: immagini dei progetti "Casa per un uomo con tre figli" di Valentina Cerra e Chiara Corbani, ritratto di Valentina Cerra e Chiara Corbani di Alice Massone.