• Federica Granata

Elena Bosciano: l’architettura è donna.

Da Torino a Milano per realizzare il sogno di aprire uno studio di architettura, Elena Bosciano racconta ad Alpha District la sua realtà.



Ci hanno insegnato che esistono nomi per maschi e nomi per femmine, giochi per bimbi e giochi per bimbe, mestieri per uomini e mestieri per donne. Un ritornello che da sempre tiene cullati in una dimensione di comfort, equilibrio e poco azzardo.


Elena Bosciano ha superato questo mantra saltandoci sopra a piè pari quando ha conseguito la laurea in Architettura a Torino, a 25 anni.


Cinque anni trascorsi su sgabelli traballanti a sbirciare dalla finestra il parco del Valentino, tra un esame e l'altro; anni che sfociano – tempo dopo – nella realizzazione del suo più grande sogno: aprire un suo studio di architettura, questa volta a Milano.


Elena inizia, così, a esplorare tutte le sfaccettature del suo affascinante mestiere: dalla progettazione di abitazioni popolari, al restauro di immobili storici; dalla trasformazione di immobili dismessi, all’adeguamento di una sede di uffici a elevata tecnologia. Si avvicina a diversi tipi di committenza: appartamenti di lusso, monolocali pièd-a-terre, case per studenti; frequenta officine di fabbri, mobilieri e vetrai. Progetta lottizzazioni, raccoglie spunti e idee per nuovi progetti.


Elena si avvicina, poi, all' Interior Design quando le richieste di interventi in ambienti interni diventano sempre più numerose.


In un animo tanto dinamico e poliedrico solo due aspetti non sono mai cambiati: l'energia e la curiosità dell'artista, che la spingono a immergersi nelle sue creazioni sempre a 360° e a non lasciare mai nulla al caso.


Elena parteciperà al Fuorisalone 2021 di Alpha District con un’installazione che verrà realizzata negli spazi di Deposito MEle – uno spazio culturale che lei stessa ha ideato e progettato – presentando un concept legato al mondo del food che, per adesso, preferisce mantenere velato di mistero.



Abbiamo incontrato Elena che ci ha raccontato meglio la sua realtà.


Cosa ti ha spinto a intraprendere il mestiere di architetto?

Credo sia stata la curiosità a spingermi verso il mondo dell'architettura, sapere che probabilmente era l’unico lavoro che avrei voluto fare.


Dici di essere in perenne conflitto tra una visione poetica del mestiere e una ancorata ai solidi principi della firmitas vitruviana e alla concretezza dell'architetto costruttore. Cosa ti porta a questo bivio? Quali sono i pregi e i difetti di abbracciare l'una piuttosto che l'altra visione?

Secondo me essere consapevoli di questa doppia anima dell’architettura è la prova che si è capito fino in fondo che cosa sia essere un architetto. Per questo motivo non credo sia una questione di scelta fra visione poetica e concretezza, ma penso si tratti di essere consapevoli che esistano due visioni che naturalmente convivono.


A Ernesto Nathan Rogers si deve lo slogan "Dal cucchiaio alla città", nato per sottolineare come la figura dell'architetto sia trasversale e versatile. Negli anni, ruoli professionali sempre più dedicati ad ambiti progettuali ristretti e specifici, hanno fatto sì che questo concetto sbiadisse pian piano. Come hai percepito - anche in base alla tua esperienza personale - l'evoluzione della figura dell'architetto e quella del designer?

L'evoluzione del mercato, secondo me, comporta la presenza di figure estremamente specializzate in ambiti ristretti, ma credo anche che le buone idee possano nascere ugualmente in colture non intensive, attingendo al vocabolario dell’agricoltura.


Come è cambiato il mondo dell'architettura da quando hai iniziato ad oggi?

Forse è come dicevi già tu: probabilmente nel corso degli anni si è sbiadita sempre di più la figura dell’architetto con un approccio trasversale alle varie discipline.


Cosa ti aspetti dal prossimo Fuorisalone e quali pensi saranno le maggiori peculiarità - considerando il periodo straordinario appena trascorso - rispetto agli eventi passati?

Posso immaginare, sognare e credere che il grande fenomeno di massa degli eventi sarà più contenuto; che il matching tra aziende, designer e pubblico sarà meno intenso ma non per questo di minore importanza dal punto di vista della ricerca di novità interessanti.



Ph credits: ritratto di Elena Bosciano, FORO Studio; uno scorcio dello spazio di Deposito MEle, Gianni Oliva.