• Giorgia Andrea Bergamasco

ESISTE UN MURO CHE ANZICHÉ DIVIDERE, UNISCE?

Per rispondere a questa domanda ci addentriamo nella mostra WALLS – MURI, parte di Alpha District durante il Fuorisalone 2021.



Lia Stein, photo designer milanese dallo spirito gioviale e versatile, emerge in occasione della Milano Design Week 2021 come come resident del distretto di Alpha District – accogliendo entusiasticamente nel suo Atelier milanese di via Veniero 8, la mostra WALLS – MURI.

Il soggetto della mostra è appunto l’archetipo architettonico del muro, qui esplorato attraverso diverse tecniche artistiche e realizzative: dalla fotografia alla fiber art, alla pittura.

Il tutto è racchiuso nella cornice comune del Fuorisalone 2021, in un’ottica di design che ci porta ad interpretare il tema della superficie muraria come collegamento e unione piuttosto che come barriera.


Se l’esposizione è promossa da Alpha District, la curatela invece è affidata a Gabriella Anedi. Da storica dell’arte e curatrice, lavora per la valorizzazione e diffusione sul territorio italiano della fiber art – corrente artistica la cui espressione profonda è rintracciabile nella materialità delle fibre tessili utilizzate e nel lavoro artigianale dell’artista – tramite l’apertura della galleria Fiber Art And, nel 2008.



In WALLS – MURI, il muro come soggetto architettonico cambia volto e si riveste di nuovi significati e di un valore più inclusivo e attento alla contemporaneità.

L’obiettivo è infatti quello di rappresentare inedite letture della parete in un gioco di prospettive che va oltre la frontalità e l’invalicabilità, e approda in nuovi mondi in cui il rapporto tra gli opposti tra dentro e fuori, tra tangibilità e astrattezza, tra mobilità e immobilitàsi ricostruisce in modo più sfumato.


Si tratta di una mostra collettiva e come tale comprende una coerente miscellanea di opere di più artisti.


Le fotografie di Lia Stein, ospite all’interno del suo stesso Atelier, che rientrano nell’esposizione sono: MATERA MATERICA #2, FORME NELLO SPAZIO #4 e GEOMETRIE CROMATICHE #21, quest’ultima entrata a far parte dell’Archivio Fotografico Fondazione 3M.

Sebbene appartenenti a tre differenti collezioni, le opere fotografiche sono tenute insieme dal tema della superficie muraria, ritratta da Lia Stein nella semplice meraviglia della quotidianità in un realismo compositivo che non manca di sorprenderci.


Per l’occasione, Gloria Campriani porta la sua abilità con l’off loom nell’opera datata 2019, composta da fibra riciclata su cavo d’acciaio e con una cornice in legno dipinta di bronzo.

Il lavoro della fiber artist campeggia sulle pareti dell’Atelier come impreziosimento e opera d’arte alternativa che porta a riflettere sulla natura stessa di arte e sul nostro rapporto di fruitori con essa. I “muri tessili”, espressione molto evocativa, di Gloria Campriani, di fatto non separano e non escludono, ma collegano e avvicinano due dimensioni che nel nostro immaginario difficilmente si intrecciano.

L’empatia e la passione dell’artista riescono dunque ad arrivare a noi in modo diretto, passando attraverso i suoi quadri-sculture intelaiati.

Anche Dino De Simone fa parte di WALLS – MURI, che arricchisce con la sua versione pittorico-urbana del soggetto muro qui racchiusa in quattro versioni di I muri di Villa Mueller. Realizzati ad olio su tela, i quadri imprimono su di sé una dimensione tra l’astratto e il realistico in un gioco di luci e geometrie.

Formatosi da architetto e avendo poi percorso la strada della pittura, Dino de Simone si pone l’obiettivo di unire nella sua arte oggetto e ambiente circostante, in un rapporto reciproco e simbiotico che, una volta su tela, ci lascia piacevolmente spaesati.



In bilico tra il perdersi e il ritrovarsi, l’atmosfera artistica della mostra riesce perfettamente a dialogare con il mondo del Fuorisalone in cui è inserita. L’eccezionalità dell’edizione di quest’anno ha contribuito ad accentuare la dimensione urbana e innovativa della settimana milanese del design – in grado oggi di relazionarsi in modo più puntuale con le arti visive e il pubblico stesso.


Ph credits: immagina di MATERA MATERICA #2 di Lia Stein; immagine dell'opera di Gloria Campriani; immagine di I muri di Villa Mueller di Dino De Simone.