• Deborah Massimini

La “High Line” di Milano.

Nuova vita per il Cavalcavia Serra-Monte Ceneri: da dibattuta opera viabilistica a polmone verde, luogo di incontro e svago.



Si parla da anni della sua demolizione, e oggi il Cavalcavia Serra-Monte Ceneri è al centro di Alpha District con un progetto destinato a incoraggiare la mobilità sostenibile – con lo stop del traffico veicolare – e a trasformare la struttura già presente in un luogo nuovo, inclusivo, ricco di cultura.


Serra, Monte Ceneri, Ghisolfa: ognuno ha la sua versione. È ora di fare chiarezza.

Spesso tutti questi nomi vengono usati come sinonimi o soprannomi dello stesso ponte; in realtà, essi hanno funzioni e localizzazioni diverse. Il ponte della Ghisolfa, così chiamato per il quartiere di edifici popolari che vi si trovano attorno, è un’infrastruttura della zona nord-ovest della città, che scavalca la ferrovia, e collega piazzale Lugano a via Mac Mahon. L’opera ingegneristica, risalente ormai al 1941, mantiene il suo posto nella classifica dei ponti più importanti di Milano, ma la sua fama è da attribuire soprattutto a Giovanni Testori, che nel 1958 dedicò ad esso la raccolta di racconti Il ponte della Ghisolfa. Il cavalcavia Serra è il prolungamento, fino a piazzale Stuparich, di questo famoso ponte. È considerato il cavalcavia per eccellenza di Milano, ma questo titolo è dovuto più alla sua utilità che alla sua bellezza architettonica: costruito negli anni sessanta con l'intento di fluidificare il traffico veicolare da e per Fiera Milano, ha raggiunto perfettamente il suo scopo nella Milano del boom economico, quando gli automobilisti scoprirono la comodità di raggiungere Lotto dalla Ghisolfa (e viceversa) senza passare per gli odiosi semafori. Oggi, invece, la sua presenza per molti è uno scempio che deturpa gli interventi di riqualificazione che stanno dando un nuovo volto al Portello. Oltre all’aspetto estetico (che, diciamolo, a Milano ha sempre una certa importanza), il cavalcavia causa non pochi problemi, e non solo agli abitanti della zona: auto che si accalcano per stare fuori dall'Area C, mezzi pesanti, inquinamento acustico e ambientale. Da anni molte associazioni si muovono per cercare una soluzione: nel 2015 l'associazione Genitori Antismog ha proposto, durante la redazione del PUMS (Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile), l'idea di un nuovo parco urbano lineare di 3 ettari, lungo 2 km e largo 15 metri; nel 2017 il blog Unrbanfile ha provato a immaginare come trasformare il cavalcavia in qualcosa che arricchisse l'intero quartiere Portello. Entrambi hanno già compreso con anni di anticipo che Milano, seguendo l’esempio di altre metropoli come New York, è in continua evoluzione, e con essa devono cambiare le strade, i quartieri, i palazzi.



L'ambizioso progetto del Comune di Milano

Lo scorso anno il Consiglio Comunale di Milano ha votato un ordine del giorno, già approvato dalla stessa aula all’interno del PUMS, che prevede lo stop al traffico veicolare permettendo il transito ai bus, taxi, bici e pedoni. Ulteriore passo in avanti: è stato anche approvato un emendamento che mira a valutare se sia possibile trasformare il cavalcavia in un giardino pensile come la High Line, un parco lineare realizzato su una vecchia ferrovia sopraelevata della Grande Mela. Il progetto, nato da un’idea degli architetti Diller, Scofidio e Renfro, si inserisce in una più ampia riqualificazione del distretto di Manhattan: da zona industriale e malfamata a uno dei posti più iconici del mondo. Nella versione milanese il progetto è ancora più ambizioso: si vuole portare sul cavalcavia attività ricreative e sociali a beneficio della cittadinanza: un cinema all’aperto, mercati dedicati al vintage e al design, festival di gastronomia, installazioni di artisti, sport in genere. Tanto ambizioso quanto impegnativo, dunque, e bisogna ricordarsi che siamo a Milano e non a New York, dove i lavori per la High Line sono stati approvati, iniziati e completati nell’arco di circa otto anni. Il rischio che si corre è incappare in infiniti ostacoli burocratici e in un progetto che rimarrà solo una bella idea; ne abbiamo un esempio lampante in un altro ponte dalla bellezza discutibile, il Cavalcavia Bussa, che avrebbe dovuto essere riqualificato con un piano eco-sostenibile in grande stile. Il concorso internazionale indetto dal Comune di Milano venne vinto dallo studio TSpoon nel 2015: da allora, più nessuna notizia.



Ma volendo conservare un po’ di ottimismo, sarà quindi possibile camminare tra il verde, con il traffico che scorre sotto i piedi? Sembra di sì. Il progetto era previsto per la scorsa estate, ma Palazzo Marino fa sapere che una serie di difficoltà e ritardi, tra cui la difficile situazione a seguito dell'emergenza sanitaria, hanno reso necessario un allungamento dei tempi. Se il progetto dovesse essere realizzato, il cavalcavia Serra-Monte Ceneri sarà la prima esperienza italiana in questo senso, confermando quello che i cittadini hanno sempre saputo: Milano è una delle poche città italiane proiettate nel futuro, e Alpha District segue questa tendenza con progetti di mobilità sostenibile, come quello della “High Line” milanese.


Ph credits: uno scorcio del cavalcavia Serra reperibile su Mitomorrow; scatto d'epoca del cavalcavia Serra da piazzale Lotto reperibile su Espazium; vista di un tratto della High Line newyorkese da Loving New York.

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