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L’Osservatorio del Monte Stella.

L’osservatorio per il paesaggio Monte Stella Milano è un ente del terzo settore che trova le proprie ragioni d’essere nella convenzione europea del paesaggio. Un vero e proprio osservatorio urbano innervato nel QT8, il quartiere ideato da Piero Bottoni.



Il QT8, presentato in occasione dell’ottava Triennale di Milano del 1946, è per sé stesso un “museo” urbano di bellezza architettonica, artistica, culturale, e per disegno urbano. Molti urbanisti, architetti ed artisti parteciparono alla sua progettazione e realizzazione. Un’idea duratura. Un pezzo di Città che esprime ancor oggi un forte senso di comunità e partecipazione: gli stessi valori che sono i punti cardine dell’Osservatorio per i Paesaggio Monte Stella Milano.


Alpha District in collaborazione con l’Osservatorio per il Paesaggio darà vita a visite guidate che permetteranno ai cittadini di conoscere e approfondire il valore di questo luogo particolare. Le visite su prenotazione, saranno suddivise in tappe e accompagnate da esperti, artisti e persino da alcuni eredi degli ideatori del QT8.

Il tour toccherà tutti i punti principali della storia del quartiere con particolare attenzione all’architettura.


Il Presidente dell’Osservatorio Luigi Santambrogio ci racconta con una lettera aperta la storia e i progetti dell’Osservatorio per il Paesaggio Del Monte Stella Milano.


"Agli inizi degli anni novanta del secolo scorso Milano ha intrapreso un lungo processo di rigenerazione del proprio territorio che proseguirà ancora per molti anni. Una trasformazione che impegna grandi parti di Città come nel caso delle aree dismesse della Pirelli, della Fiera, di Porta Nuova e degli ex Scali Ferroviari o piccole particelle all’interno dei quartieri.

Cambiamenti per lo più necessari e migliorativi che tuttavia provocano disorientamento e rigetto se non sono adeguatamente spiegati e partecipati, per la semplice ragione che ciascuno di noi porta dentro di sé l’impronta del proprio paesaggio e la custodisce nella profondità dell’inconscio.

L’Osservatorio è come il divano dello psicologo. Aiuta a svelare e far conoscere il paesaggio di ciascuno per conservarlo o anche modificarlo, possibilmente in qualità, attraverso la partecipazione, la presa di coscienza, l’apprendimento e il dialogo con gli esperti.

Un metodo di lavoro che fu anticipato settanta anni fa da Piero Bottoni per la progettazione e realizzazione del QT8, oggi percepito come il quartiere milanese a più alta qualità di vita.

Qualità di progetto, economicità ed appeal per il mercato immobiliare non sono termini necessariamente antitetici.

Un team di architetti, urbanisti, designer, ingegneri, imprenditori insieme a poeti, scrittori, pittori, scultori, ha collaborato per quasi trent’anni, dal 1946 al 1973, alla progettazione e realizzazione del quartiere.

Si può dire che il punto di forza del QT8 sia un gioco fecondo tra arti, conoscenze e mestieri in dialogo continuo con i cittadini.

Emblematico in tal senso il Monte Stella, segno identitario del quartiere e luogo di fruizione quotidiana per migliaia di persone, ma anche opera d’arte, pensata e disegnata sino ai minimi particolari, che tuttavia si distingue per naturalezza e spontaneità.

Nel solco di Bottoni con Patrizia Vitali, vice presidente, insieme ai tanti partecipanti dell’Osservatorio ci si esercita confrontandoci con la memoria, rinvigorendo la consapevolezza per conservare o per intervenire nei processi di cambiamento del territorio. Un esercizio che si conferma in tempi di pandemia nei quali, ancora più di ieri, l’oggetto del desiderio è più natura. Rigenerare il territorio con importanti inserimenti di natura è un bisogno crescente del nostro comune sentire. Emblematica la vicenda degli ex scali ferroviari milanesi che rappresenta per centralità e dimensione un’opportunità. L’amministrazione comunale in questi anni si è data molto da fare ma non sempre è brillata nell’ascolto dei cittadini con un conseguente perdita di tempo, risorse ed energie. Il nostro non è un appunto critico ma un auspicio bottoniano!

Certo non mancano al QT8 nuove sfide per il futuro prossimo e venturo, come l’ex Palasharp che verrà adibito a struttura per le gare in occasione delle Olimpiadi 2026.

Avere idee per gli usi futuri del Palasharp dopo il 2026 allontanerebbe quei pericoli di degrado che spesse volte si sono verificati dopo la dismissione di simili strutture. Molti cittadini propongono di utilizzarlo sin da ora per eventi, come il Salone del Mobile, pur nel rispetto delle esigenze di quiete dei residenti. Non ci pare una proposta velleitaria.

In tal senso si pone il CASVA (Centro di Alti Studi sulle Arti Visive) che per forte sollecitazione dei cittadini del quartiere sarà trasferito dal Castello nel ex mercato comunale del QT8 da anni abbandonato ed ora in corso di ristrutturazione. Un progetto dalle grandi potenzialità per il futuro!

Il Casva potrebbe riavviare un processo virtuoso per la progettazione di quel “nuovo centro” da sempre evocato da Bottoni, ma che in passato non ha preso forma.

Un centro che sia mix di nuove presenze e nuovi elementi che contribuiscano a generare l’immaginario del futuro. Un luogo di creatività e produzione delle arti. Atelier e residenze per artisti, spazi espositivi ed incontri narrativi, Un nuovo centro d’attrazione per la Città e non solo. Il “Teatro del Mondo” di Aldo Rossi del XXI secolo."