• Giorgia Andrea Bergamasco

IL DESIGN IN UN CLICK FOTOGRAFICO.

La vocazione artistica multiforme della fotografa milanese Lia Stein e le diverse ambientazioni del design.



Se all’espressione “città del design” immediatamente associamo la realtà urban e creativa di Milano, in modo altrettanto intuitivo non riusciamo ad associare al design le sue varie forme di espressione.

Quando si parla di design il discorso tende solitamente a limitarsi alla progettazione e l’architettura, ma soprattutto nella nostra contemporaneità questo si lega fortemente al mondo delle arti visive come la scultura, la pittura e la fotografia.

La caleidoscopica artista Lia Stein è l’esemplificazione di questo incontro tra arte e design - passando attraverso il suo mezzo espressivo principale, la fotografia.


Lia Stein - donna, fotografa, artista: tre dimensioni intrecciate in modo inscindibile a formare una figura interamente votata al bello e alla realtà – fa correre la sua vita artistica su tre binari principali: quello espressivo della fotografia, quello sociale dell’Atelier e quello introspettivo della ricerca personale.

Personalità tridimensionale e dinamica, condivide gli stessi valori di Alpha District, il distretto più grande e giovane del Fuorisalone, quest’anno alla sua prima edizione, dal 4 al 10 settembre.


Fotografa professionista dal 1983 e affermata ormai da anni, racconta che il suo amore per la fotografia fu praticamente un colpo di fulmine: una storia iniziata quando a 14 anni ricevette in regalo la sua prima macchina fotografica e il suo primo scatto le rapì il cuore. Capì immediatamente di aver trovato un nuovo e meraviglioso modo per esprimersi e tramutare in arte ogni sua emozione.

Nei suoi molti anni di carriera artistica la versatilità è sempre stata una costante, portandola a lavorare per importanti testate nazionali, come AD, Specchio, Amica, Anna, Arte e Antiquariato e Donna Moderna, ma anche con editori del calibro di Rizzoli, Mondadori ed Electa.

Le realizzazioni di Lia Stein si estendono in diversi campi, anche molto lontani tra loro: dal reportage alla moda, dai ritratti all’architettura, fino alle fotografie di animali - lavori che trovano poi spazio in libri, design di decorazioni fotografiche d’interni, ma anche calendari, enciclopedie e campagne pubblicitarie.

L’unione con il design si celebra quando gli scatti di Lia Stein si tramutano in oggetti appunto di design come lampade, tendaggi e sfondi da parete – portando l’inventiva dell’artista ad un livello ancora più alto.

Innumerevoli sono dunque le modalità e le dimensioni in cui l’artista riesce a manifestare il proprio estro e la propria creatività, che la rendono unica nel suo genere facendola figurare in modo continuativo nelle realtà galleristiche, nonché in mostre personali e collettive e manifestazioni espositive; nazionali quanto internazionali.



È nel 2019 che Lia Stein decide di dar vita ad un luogo nuovo in cui la fotografia, il design, l’incontro e l’esposizione possano coesistere in una dimensione armonica. Lo studio mette radici a Milano, in zona Portello, realtà energica e in continuo mutamento molto inserita nella dimensione del design milanese.

Non propriamente una galleria, non propriamente uno studio, Lia Stein decide di chiamarlo L’Atelier – per evocare già dal suo ingresso la dimensione familiare e informale dell’arte da lei interpreta come incontro e intesa.

Da sempre lo sguardo del pubblico e quello dell’artista difficilmente sono riusciti ad incrociarsi, causando così un’interruzione, non senza conseguenze, nel circuito dell’arte. Lia Stein, cosciente di questo mancato dialogo e confronto, decide di cambiare il corso della sua storia nell’Atelier. Al suo interno, infatti, il bisogno dell’artista di mostrare le sue opere in attesa di un riscontro e di una riflessione collettiva, si combina con la curiosità e volontà del pubblico di conoscere l’autrice delle opere che si trovano ad ammirare.


“Il momento più bello è quando la persona che guarda l’immagine vede quello che ho desiderato comunicare attraverso quella inquadratura”, in questa frase Lia Stein racchiude appunto la sua esigenza di esporre le sue opere, e di farlo in un contesto in cui i visitatori possano condividere con lei stessa le proprie impressioni e reazioni.

Essenzialmente arredato, perfettamente illuminato, accortamente allestito – L’Atelier mette in mostra i vari tipi di opere della fotografa milanese rispecchiandone in ogni angolo l’anima e l’inclinazione artistica.


Una questione di equilibrio

La carriera artistica di Lia Stein si tiene in equilibrio su due fili: uno è quello della ricerca personale, l’altro quello lavoro su commissione – che a volte si intrecciano e altre rimangono separati, ma senza perdere la loro complementarietà rintracciabile nella vena curiosa e creativa dell’artista.

La ricerca è un campo da sempre perseguito da Lia Stein, che ancora una volta troviamo spaziare tra dimensioni differenti: dallo studio di antiche tecniche di stampa a quello del rapporto tra immagine descrittiva e interpretativa in campo digitale. L’artista si è trovata inoltre ad indagare lo spazio architettonico e la luce e a sperimentarne la stampa su vari materiali.

L’espressione ultima di Lia Stein si realizza attraverso il mezzo fotografico, prolungamento del suo sguardo lucido ed empatico; con la fotografia dimostra come il design si possa integrare perfettamente in diverse ambientazioni.



PIANETA TERRA, presentata nel 2017 al FOTOFEVER di Parigi è una tra le diverse collezioni di fotografie in cui Lia Stein si cela dietro alla macchina fotografica innalzando il soggetto a unico protagonista dell’opera. Come in questo caso, la natura spesso è la musa dell’artista, che attraverso l’obiettivo cattura il suo geometrismo autentico e allo stesso tempo artefatto.

Le fotografie di PIANETA TERRA “non possono essere semplicemente osservate, ma per essere apprezzate richiedono una particolare attenzione”, prendendo in prestito le parole dello storico e critico della fotografia Roberto Mutti.

Lia Stein presenta delle stampe fine art davanti alle quali non si può non provare un certo timore reverenziale, una meraviglia assoluta.

La cava di marmo è fotografata nella sua evoluzione, con le sue particolari venature, ma anche i segni visibili del lavoro dell’uomo che sovrappongono la dimensione naturale a quella artificiale. Impresse frontalmente, le fotografie sembrano ritrarre un’ambientazione sospesa nel tempo e nello spazio, carica di mistero ed evocazione, che cattura il pubblico trasportandolo lontano in un’esperienza unica e suggestiva.


Una figura con tale estro e vocazione artistica non poteva non destare curiosità tra le fila di Alpha District, realtà vibrante e innovativa del design milanese, situato in zona Portello – suo cuore pulsante. La strategica ubicazione del suo Atelier, fa di Lia Stein una resident del distretto, operante nelle vicinanze di Piazza Gino Valle, l’epicentro in cui la magia di Alpha District si realizza.

La galleria-studio, oltre ad essere la dimora delle opere di Lia Stein, prenderà parte attivamente all’imminente Fuorisalone 2021 attraverso la mostra WALLS – MURI curata da Gabriella Anedi. Insieme ai lavori della fiber artist Gloria Campriani e le fotografie di Lia Stein, l’esposizione potrà contare delle ultime visioni dell’architetto-pittore Dino de Simone, che con la sua pittura “urbana” propone una lettura inedita, surrealista e rigorosa al tempo stesso, dell’archetipo architettonico del muro, soggetto della mostra.


Ph credits: ritratto di Lia Stein, immagine dell'Atelier di Lia Stein, immagine di PIANETA TERRA #1 di Lia Stein.