• Margherita Dellacroce

UN NUOVO SUPPORTER DI ALPHA DISTRICT.

Dalla sua nascita Alpha District si propone come catalizzatore di realtà e iniziative e nonostante i tempi difficili il distretto non ha mai cessato la sua attività di connettore, continuando a cercare nuovi partner che abbiano a cuore il quartiere e credano nel potere delle connessioni e della sinergia tra realtà diverse.



Per questo motivo ci siamo rivolti a Francesco Morabito, fondatore e proprietario di Morabito Immobiliare, agenzia che opera nel campo dell’intermediazione immobiliare di immobili residenziali, sia nella compravendita sia nella locazione, fornendo servizi e consulenza mirate, e nuovo supporter di Alpha District.

Francesco vanta una serie di successi, come l’abilitazione allo svolgimento della professione di Agente d’Affari in Mediazioni Immobiliari, l’iscrizione alla C.C.I.A.A., il titolo di Amministratore di Condominio Professionista, ma nonostante ciò continua a frequentare corsi di aggiornamento professionale per migliorare e approfondire le sue competenze.

Ha cominciato a lavorare nel 1995 prima come agente e poi come affiliato di reti in franchising, per poi fondare la sua agenzia che è oggi presente e operante in Lombardia, Liguria, Piemonte e Valle D’Aosta, con l’obiettivo di aiutare le persone a trovare una casa che appaghi il proprio stile di vita nella zona che più rispecchia le loro esigenze abitative e di benessere.

L’agenzia di Morabito è una presenza di lungo termine nel quartiere che, grazie al suo successo, ha aperto una nuova sede di rappresentanza in Corso Sempione 44, nata a supporto dello Studio di Viale Espinasse. All’interno della sede i clienti avranno a propria disposizione diverse figure professionali qualificate, quali un interior designer, un architetto e un avvocato, con cui potranno incontrarsi e confrontarsi così da ricevere un servizio sempre più efficiente e completo.



Abbiamo avuto il piacere di parlare con Francesco e sottoporgli alcune domande e curiosità:


Milano ha sempre ospitato molti studenti e lavoratori fuorisede, che impatto ha avuto la diffusione del Covid-19 sul mercato immobiliare? Ci sono stati solo aspetti negativi o anche qualche occasione favorevole?

Dai dati in nostro possesso – escludendo il bimestre marzo-aprile 2020, quando tutto si è fermato a causa del lockdown – l’emergenza Covid-19 non ha fatto registrare crolli temuti sulle quotazioni e sul numero degli scambi immobiliari. Relativamente alle locazioni, invece si è registrato un aumento esponenziale nell’offerta di immobili mentre la richiesta è crollata. Basti pensare che, fino a febbraio 2020, il mercato degli affitti brevi stava raggiungendo quote di mercato interessanti, le scelte del decisore politico, la novità dello smart working e la didattica a distanza, hanno spinto questi proprietari a spostare l’attenzione sull’affitto tradizionale, immettendo sul mercato un numero interessante di appartamenti mandando in crisi la locazione tradizionale. Nel breve periodo stimiamo un calo dei valori dei canoni richiesti, questa è una buona notizia per gli inquilini, un po’ meno per i proprietari.

Sempre parlando di impatto del Covid-19, come sono cambiate le richieste di immobili? La gente ricerca spazi differenti, magari più ampi e in zone diverse, più periferiche?

Prima dell’emergenza Covid-19 eravamo tutti di fretta, divisi tra impegni lavorativi, uscite con gli amici, impegni sportivi (palestra, calcetto etc), gite fuori porta, ogni occasione era giusta per non rimanere in casa. A marzo e aprile è cambiato tutto, ci hanno chiuso in casa, tanti hanno scoperto di avere un vicino chiassoso, di non aver un balcone o un terrazzo, di non avere un giardino, a tanti è mancato uno spazio dove poter lavorare con tranquillità. Sin da subito, dopo il lockdown i clienti che si sono rivolti a noi per la ricerca della nuova casa, hanno prestato più attenzione per immobili con presenza di superfici scoperte (balconi, terrazzi e giardini), la tranquillità e il verde hanno vinto sul centro cittadino.

Il quartiere Portello e le aree limitrofe sono stati caratterizzati negli ultimi anni da un rapido sviluppo e grandi opere di riqualificazione. Lei, operando in questa zona da parecchi anni, come ha vissuto questo cambiamento? E come si immagina il futuro di queste zone?

Il quartiere Portello non è più una periferia della Città, vecchi opifici riqualificati, nuovi insediamenti urbani hanno portato nuovi abitanti da altre zone della città. Dieci anni fa era impensabile trovare nelle vie del quartiere, bistrot, gallerie d’arte, uffici direzionali, alberghi a 5 stelle, oggi sono una realtà. La riqualificazione in atto non ha portato solo cemento ma ha dato nuova vita al quartiere. Il futuro certamente vedrà il quartiere Portello protagonista dello sviluppo milanese, cito solo il Consolato Americano che si trasferirà presso il Vecchio Tiro a Segno Regio, stabile liberty di recente riqualificato e ristrutturato. Inoltre, il Quartiere farà da raccordo tra la Città e il MIND – Milano Innovation District.

Il prossimo anno il Salone del Mobile compirà 60 anni, quali sono le sue aspettative? Pensa che l’emergenza sanitaria in atto abbia modificato anche il mondo del mobile e del design, e quindi l’allestimento della casa, in quanto vi trascorriamo più tempo rispetto al passato?

Le mie aspettative sono tante perché lo vivo come una ripartenza del design, mi aspetto che le aziende che ruotano intorno al design siano ancora più motivate e con proposte più innovative. Il Salone Satellite sarà al centro di tutti i riflettori, in quanto i designer emergenti avranno un ruolo determinante in questo momento di grandi cambiamenti. Troveremo una città ancora più frizzante, all’altezza di un ruolo internazionale.

Quanto all’economia circolare, di cui si parla sempre più, influisce sul mercato immobiliare? Si sta adattando a non puntare solo sul lusso e sulla qualità estetica ma anche - o soprattutto - sostanziale, in collegamento ai temi della sostenibilità oggi sempre più importanti?

È sicuramente una delle frontiere del mercato immobiliare, ci sono già diversi studi che colgono le grandi opportunità che l’economia circolare può offrire ad un settore come quello immobiliare, ottenendo risultati finanziari significativi e riducendo nel contempo lo spreco di risorse, contribuendo alla decarbonizzazione e soprattutto fornendo soluzioni alle sfide green che in tutti i settori oggi rappresentano la grande sfida del futuro e quindi una grande opportunità.

Lei si occupa di Home Staging, quali sono tre consigli/accorgimenti che darebbe a chi vuole rinnovare casa e fare una buona impressiona? E tre errori assolutamente da evitare?

Si, io utilizzo l’home staging, noi prepariamo le case come se una signora si preparasse per uscire ad un appuntamento importante, dove tutti la guarderanno. Tre consigli che mi sento di dare: alleggeriamo lo spazio, togliendo suppellettili e mobili troppo ingombranti, non trascuriamo i dettagli, rendiamo la casa/signora più accattivante (e accogliente) agli occhi di chi la guarda e la dovrà ammirare. Tre errori da evitare: non affidarsi ad un professionista, non dimentichiamoci che l’obbiettivo è vendere la casa; quando si fa vedere l’abitazione ad un potenziale acquirente ricordiamoci di aprire porte e finestre prima che sia entrato in casa, altrimenti svanisce l’effetto wow, soprattutto al primo appuntamento; cercare di rendere il più neutro possibile lo spazio, come ci insegnano le vere signore, un eccesso di personalità può spiazzare e non essere apprezzato.


Essendo Alpha District promotore delle location e degli spazi che cadono all’interno del distretto, fungendo da ponte tra i gestori degli spazi e tutti coloro che sono interessati ad esporre all’interno delle location, siamo sicuri che Francesco Morabito, in quanto attore già presente sul territorio, sarà un ottimo alleato per la ricerca delle location.


Ph credits: il ritratto di Francesco Morabito, e lo scorcio della sede di Corso Sempione sono di Morabito Immobiliare