• Andrea Termini

Tra bastioni e comete.

Maestoso bastione urbano creato dallo studio di Mario Bellini alla fine degli anni 90, il complesso di padiglioni che costituisce l’edificio di Fieramilanocity e la più recente Cometa argentea del MiCo faranno da tramite fra l’area di CityLife e i percorsi espositivi che porteranno il design nel nuovo distretto Alpha District.



I padiglioni di Fieramilanocity

Sull’angolo sud-est di Piazza Gino Valle si affaccia oggi l’estremità settentrionale del complesso di padiglioni espositivi progettato da Mario Bellini negli anni 90, uno dei più importanti interventi che in quel periodo portarono ad un riassetto della fisionomia urbana aprendo al rinnovo del quartiere fieristico storico. Il lungo edificio di Fieramilanocity, concepito come una vera e propria cittadella ispirata a criteri di organicità e coesione delle parti, nasceva nel 1997 per espandere l’area della vecchia Fiera Campionaria di Milano verso il quartiere del Portello, occupato in precedenza dagli stabilimenti dell'Alfa Romeo. Con la creazione del polo extraurbano di Rho-Pero nel 2005 le attività fieristiche si sono oggi spostate e i padiglioni di Bellini sono gli ultimi a sopravvivere e a ospitare ancora eventi nella zona, dopo che quelli storici sono stati demoliti per avviare il progetto di riqualificazione di CityLife.



Mario Bellini, tra architettura e design

Architetto e designer di fama mondiale, Mario Bellini si laurea in architettura nel 1959 al Politecnico di Milano dopo aver studiato sotto il magistero di Gio Ponti, Piero Portaluppi ed Ernesto Nathan Rogers. Inizia la sua carriera negli anni 60 come consulente per il disegno industriale alla Olivetti, realizzando celeberrimi pezzi di design tra cui la Programma 101, primo personal computer della storia, la calcolatrice Divisumma 18 e la macchina per scrivere Praxis 35. A partire dagli anni 80 si dedica invece a progetti di architettura in tutto il mondo, ricevendo numerosi premi e riconoscimenti. Tra le opere architettoniche più famose segnaliamo il Tokyo Design Center in Giappone, il Dipartimento delle Arti Islamiche al Louvre di Parigi, il Museo della Città di Bologna e le Deutsche Bank Towers a Francoforte.


Un bastione urbano con timpani e torri

L’ampliamento di Fiera Milano consta principalmente di un grande edificio in linea di 106.000 metri quadrati di superficie, alla cui sommità un imponente timpano triangolare segna l’ingresso dal lato nord. Un lungo percorso alberato a 7 metri di quota corre parallelamente a viale Scarampo con la sua copertura a vela, configurandosi come l’elemento di distribuzione principale. All’interno l’edificio dispone di due piani da dedicare agli spazi espositivi e al pian terreno è annesso un soppalco alla stessa quota del percorso esterno. Una strada interna su due livelli distribuisce e organizza i padiglioni dal punto di vista veicolare, mentre una serie di sovrappassi con passerelle pedonali consente lo scavalcamento dei preesistenti viale Teodorico e via Colleoni.



Nell’articolazione del prospetto spiccano le massicce torri vetrate cilindriche che racchiudono scale circolari costituite da un nucleo centrale e rampe elicoidali in cemento armato a vista. Due analoghe strutture compaiono sul fronte di testata sul quale spicca il celebre timpano, realizzato in acciaio con schema a traliccio verniciato di grigio e sorretto anche da una rampa per veicoli ed automezzi. Nel complesso il progetto riassume gran parte dei temi linguistici esplorati da Mario Bellini negli anni 80 e 90 e ripercorre una serie infinita di riferimenti all’architettura storica e alle avanguardie figurative nel XX secolo, risultando in volumi forti e compatti come quelli di una roccaforte urbana ma al contempo armonici ed equilibrati.



Le forme spaziali del MiCo e della sua Cometa

Nel 2012 Bellini è stato chiamato ad intervenire nuovamente sul suo progetto per rivestire con una copertura di alluminio denominata La Cometa il nuovo polo MiCo-Milano Congressi da lui progettato, il centro congressi più grande d’Europa, che ha trovato collocazione negli ex padiglioni 5 e 6 di Fieramilanocity. L’opera deve il suo nome alla peculiarità della sua struttura aerea e fluttuante, uno sciame di raggi luminescenti che si dirama ondeggiando da un nucleo più denso fino a formare una coda, sormontando e abbracciando la testata e il tetto dell’edificio oltre che l'auditorium a forma di globo compresso posto al suo fianco. Il risultato è un manto argenteo a cascata, innestato su un reticolo di vetro e metallo e ravvivato da un sistema di luci led Philips, che si propone come un inedito landmark per la città di Milano, in grado di dialogare ed offrire una vista spettacolare sulle Tre Torri di CityLife.



In occasione del Fuorisalone 2020 l’imponente edificio della Fiera di Milano presterà il suo caratteristico timpano come sfondo alle installazioni di design che pulluleranno in tutta l’area del Portello grazie all’iniziativa di Alpha District. I visitatori saranno così invitati a fare la spola tra il nuovo distretto gravitante attorno a Piazza Gino Valle (il più giovane ed esteso dell'edizione) e quello di CityLife, riconnettendo due aree della città in pieno fermento e lanciate verso il futuro.


Ph credits: le immagini sono reperibili su bellini.it

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