• Federica Granata

SELECTED TALENT: SGANZERLA E FABIETTI.

Colleghi e amici, Pietro Sganzerla e Lorenzo Fabietti danno vita alla loro prima collaborazione per partecipare, insieme ad Alpha District, al Fuorisalone 2021.



Immaginiamoci di crescere immersi nell'arte, circondati da pennelli, stampe, tavolozze e morbidi tessuti colorati. Immaginiamoci di convivere con un papà grafico, una mamma tessitrice e un nonno pittore e assorbire come una spugna nell'acqua le migliori qualità di ciascuno.

Immaginiamoci di essere Pietro Sganzerla.


Nato a Milano nel 1985, insegue la sua passione per l'arte dentro e fuori il Bel Paese: dopo gli studi classici, si laurea all'Accademia di Brera per poi trasferirsi a Berlino e trascorrere qui cinque anni, dedicandosi unicamente alla sua formazione artistica.

È proprio nella capitale tedesca che Pietro espone per la prima volta al pubblico, stimolato dalla praticità e dalla manualità caratteristiche di questo popolo, affascinato dalla sua cultura e dalla lingua. Tornato a Milano nel 2013, cura numerose collaborazioni e collabora con vari artisti emergenti.


Come da manuale le migliori ispirazioni arrivano sempre dopo il tramonto e Pietro, dai suoi appunti notturni, estrapola – con un po' di luce e rumore in più – le creazioni più stravaganti: dal disegno a china all'arte incisoria.

La ricerca di cosa si vuole rappresentare si accompagna mano nella mano al come la si vuole rappresentare. Quindi, allo studio del materiale.

Amante della carta, Pietro la lavora con rispetto in tutte le sue declinazioni: da quella pura alla riciclata, dalla più leggera alla più pesante; attinge invece alla ceramica per creare opere uniche, concrete o astratte.

La possibilità di avvalersi di diversi materiali è quello che il giovane artista apprezza maggiormente delle sue creazioni: l'arte si adatta a tutti i materiali e viceversa.




Immaginiamoci, ora, di possedere un estro creativo fuori dal comune e di farci ispirare da oggetti e materiali di ogni tipo. Immaginiamo di coltivare un’idea, custodirla ed elaborarla giorno per giorno, per poi riuscire a rappresentarla esattamente come l’avevamo pensata. Supponiamo di dare un nome alla nostra creazione – o forse no.

Immaginiamo di essere Lorenzo Fabietti.


Lorenzo ha 34 anni e vive a Milano, dove ha studiato cinema e fotografia. Inizia a dipingere nel 2001 e fa dell’arte la sua principale, grande passione.


Le sue creazioni riguardano il particolare rapporto – ambiguo e delicato – tra forma naturale e forma estratta, ma non seguono una precisa tecnica di realizzazione: spaziano dalla pittura, allo smalto, alla tecnica mista, all’acrilico, al collage, allo spray.

Lorenzo sperimenta anche nella scelta del piano di lavoro della sua arte; incontriamo infatti pitture su tela ma anche rappresentazioni su carta o legno.

I suoi dipinti riguardano principalmente due campi di ricerca: paesaggi (Spazi) e figure umane (Teste). Con i paesaggi, Lorenzo mira ad esplorare spazi che catturano luoghi nascosti dietro a oggetti quotidiani, dettagli, ricordi; utilizza superfici cromatiche multi-dimensionali, linee nette e forti contrasti di colore. “Teste” esplora invece l’identità personale: ogni testa è unica e al contempo seriale.


Nelle sue opere possiamo quindi incontrare paesaggi velati, boschi, cipressi, ghiacciai, isole; possiamo conoscere persone senza volto, senza braccia o senza una fisionomia definita che aspettano di essere lette e vissute da chi li consuma con gli occhi.


Lorenzo inizia ad esporre le sue opere da giovanissimo: nel 2009 presso la “Piscina comunale” del quartiere Lambrate e nel 2013 a Villa Il Poggiale, nel Chianti. Nello stesso anno partecipa con “Touareg” al concorso “Combat Prize” e nel corso degli anni si lega a Exibart, che promuoverà le sue opere successive.


Anche gli amici e colleghi Pietro Sganzerla e Lorenzo Fabietti, dunque, si aggiungeranno alla cerchia di artisti che collaboreranno con Alpha District, in occasione del Fuorisalone 2021.



Abbiamo voluto incontrare Pietro e Lorenzo per farci accompagnare in una riscoperta del loro mondo e della loro arte.


Cos’è per voi il design?

Pietro: lavoro la ceramica da 21 anni, producendo oggetti sia artistici che di uso quotidiano. La mia ricerca decennale nel campo fittile mi ha portato alla produzione di innumerevoli oggetti attraverso i quali ho via via sviluppato il senso della mia ricerca, in cui traspare sempre una finalità di utilizzo.

L’oggetto di design, per me, deve quindi avere una funzione pratica e volendo quotidiana; deve essere arte da contemplare ma soprattutto da usare.

Lorenzo: per me il design è un’unione di caratteristiche. Non so dire cosa mi attragga esattamente, come non lo si può fare per la bellezza. Quello che forse mi affascina maggiormente è vedere l’espressione dell’artigiano, dell’artista che ha realizzato l’oggetto.


Come avviene il processo creativo?

Entrambi abbiamo alle spalle una lunga produzione artistica: Pietro con la scultura e il disegno, Lorenzo con la pittura e l’utilizzo del collages.

Il nostro processo creativo avviene in maniera molto differente, come differenti sono i nostri stili.

Quel che ci accomuna è senza dubbio l’istintività: prediligiamo entrambi un approccio di sviluppo perpetuo, partendo non tanto da archetipi o idee prefissate, ma dalla modifica e dalla manipolazione di ciò che stiamo creando.


Tra i vostri progetti passati, qual è il vostro preferito? Perchè?

Questo è il primo progetto, e non solo di design, che ci vede impegnati insieme. Ci auguriamo possa non essere l’ultimo e che – anzi – rappresenti un trampolino di slancio per altre collaborazioni future.


Come definite il vostro stile?

Entrambi siamo molto legati alla figurazione – spesso espressa con stili differenti – sebbene dai nostri lavori emergano a volte tematiche comuni.


Pietro: il mio stile è legato molto al materiale che utilizzo per i miei lavori.

Se nella pittura e nel disegno prediligo una linea estremamente grafica e precisa che non permette errori, nell’utilizzo di materiali plastici – come l’argilla o la cartapesta – sono molto più legato a un’espressione primordiale, quasi primitiva, a forme imperfette e al potente e marcato utilizzo delle mani.


Lorenzo: personalmente prediligo una figurazione in prevalenza astratta e creo giochi di sovrapposizioni nella pittura e nei collages, dove il colore è sempre un protagonista importante.


Come vi immaginate il design del futuro?

Il design del futuro lo immaginiamo intelligente: rispettoso dell’ambiente e sempre più sostenibile nei materiali che verranno utilizzati.

L’idea di futuro racchiude quella di progresso e questa comprende, a sua volta, quella di civiltà.

Da sempre il design prende ispirazione da ciò che cogliamo nella natura; sarebbe opportuno pensare ad un design che ricalchi non solo le forme e questi archetipi ma soprattutto i materiali incredibili che abbiamo a disposizione.

Il design del futuro lo immaginiamo quindi lento, silenzioso, che segue il ritmo graduale del mondo.



Ph credits: ritratto di Lorenzo Fabietti e Pietro Sganzerla, immagine di "Contro"; di Pietro Sganzerla. Immagine de "Il Presidente" di Lorenzo Fabietti.